lunedì 3 settembre 2012

ARIA FRITTA

Il governo torna sui sui passi.
Le tasse le impone solo quando non vanno 
contro qualche suo interesse.
E così scompare la tassa sulle bibite gassate
... sembra sia un caso di ordine pubblico.


6 commenti:

Giulio ha detto...

"Suo" interesse? Intendi che gli interessi delle lobbies sono "suoi" (di riflesso)?

Lapenna Daniele ha detto...

Nooo com'è che scompare?!
Perchè?!
Ma quando??
Sai i soldi intascati per ogni
piccola tassa su ogni birra venduta?!

Anonimo ha detto...

Non hai tutti i torti.
Una tassa sulla "Coca Cola" come la chiamo io, è politicamente "scorretta".
In Italia tutte le grandi marche di bibite (gasate e non) sono in mano straniera.
Se una tassa metteranno, sarà "inoffensiva".

Roberto Mangosi ha detto...

... una tassa che ridurrebbe le "pressioni interne" della maggioranza !! :)))

Lapenna Daniele ha detto...

Ricordiamo che la tassa è così microba che nessuno si accorgerebbe che ci sia.
Quindi una marca estera continuerebbe sempre ad intascare denaro.
Voglio vedere se gli appassionati di Coca Cola smettono di berla se il suo prezzo aumenta di 2 cent.

Roberto Mangosi ha detto...

poca roba ... un rutto nell'universo !! :)))