venerdì 13 novembre 2009

La ministronza

Siamo alle solite: la censura sulla satira è l'unica cosa su cui comunisti e fascisti si trovino d'accordo.
Satira: unica espressione di vera democrazia ormai rimasta in questo paesucolo di pecore normalizzate nella visione di Grande Fratello e partite di calcio.
Che poi sia di buon gusto o meno dev'essere la gente a deciderlo, non certo i diretti interessati ... anche se al conflitto d'interessi ormai siamo abituati.


3 commenti:

Lino Giusti ha detto...

Caro Rob, la vignetta è eloquente. Come diceva il domatore:
"da Sinistra addestra, è la solita storia".
In un Paese in cui venga censurata la satira, è in pericolo la stessa Democrazia.
Mi viene in mente la massima di
O. Wilde (la minima non è pervenuta):
"se dici qualcosa che non offende nessuno, non hai detto niente".
Per sottacere di K. Kraus:
"le satire che il censore capisce, vengono giustamente proibite".

ChaoLin LinGiù

briccone ha detto...

Certo che la politica dimostra mooolto cattivo gusto senza nemmeno prendersi il disturbo di fare satira.
Chissà se è più di cattivo gusto dare della"Ministronza"o dare, alla Meloni, una palpatina

Roberto Mangosi ha detto...

Strano che nessuno abbia detto niente quando il suo capo supremo le ha dato della zoccola, tempo addietro ...